Scorci del ghetto – Roma

Vie del Ghetto

Il ghetto ebraico di Roma è una zona che mi ha sempre intrigata e di cui mi piace sempre scoprire le storie passate. Qualche settimana fa stavo girando per i suoi vicoli, alla ricerca di alcune delle sue storie. Più giravo più volevo scoprire palazzi, vicoli e storie. Palazzi in pietra in contrasto con quelli intorno, palazzi che per il loro contrasto riescono a farsi notare senza fatica e che, una volta osservati meglio, riescono a non stonare con il contorno 8anzi, in realtà è ciò che li ha circondati nel tempo che riesce stranamente a non stonare con loro, non trovate?

La fontana delle tartarughe e le leggende romane

Fontana delle tartarughe
Quanti di voi conoscono la leggenda dietro la fontana delle tartarughe (e della finestra murata) di piazza Mattei a Roma?
La leggenda narra che il duca Mattei, perse quasi tutte le sue ricchezze al gioco ed il futuro suocero gli negò la mano della figlia; per dimostrare che era ancora un uomo ricco e potente il duca fece costruire in una notte quella che oggi viene chiamata la Fontana delle tartarughe e, il giorno dopo, fece affacciare da una finestrella la futura moglie ed il futuro suocero. La finestra, poi, venne fatta murare dal Duca perché nessuno potesse usarla ancora.
Ne sono sempre rimasta affascinata, soprattutto dopo aver notato la finestra murata “affacciata” sulla fontana

Gatti romani

Gatto a Largo Argentina

Roma, area archeologica di Largo Argentina. La popolazione di gatti (randagi) dell’area archeologica è sempre molto ampia e sembrano tutti molto socievoli: talmente abituati alla mole di turisti che popolano la zona, girano tranquilli in mezzo alle persone e si lasciano accarezzare da tutti coloro che si lasciano intenerire e cercano di avvicinarli.
Ogni volta che passo di qua mi fermo ad osservarli, a guardare come riescono ad ottenere le carezze che (forse) cercano e ad osservare come le persone riescano a farsi addolcire la giornata da questi dolci gatti.

Incontri casuali

Nutria in cerca di cibo

Dicembre 2016, lago di Posta Fibreno (vicino Frosinone). Una breve gita di una giornata ci ha riservato anche un piccolo incontro che ci ha lasciati molto divertiti: mentre passeggiavamo lungo il pontile che costeggia il lago, scorgiamo lungo la riva del lago stesso una  e vediamo una “piccola” nutria intenta a cercarsi qualcosa da mangiare (prima di rientrare nella sua tana, in un albero con affaccio sul lago).
Questi sono i piccoli incontri che mi fanno amare ancora di più la destinazione del mio viaggio, lungo o breve che questo sia.

Il tramonto ha l’oro in bocca

Tramonto sulla via del ritorno

Roma è sicuramente una città con tanti problemi, una città che spesso chi la vive tutti i giorni “odia”. Ma ci sono certi momenti in cui siamo tutti d’accordo sul fatto che in realtà è una città che sa come colpire chi la vive, nonostante tutti i problemi ed il caos che la caratterizzano! Rientravo da lago di Posta Fibreno, vicino Frosinone, e sul Grande Raccordo Anulare ci si è parato davanti lo spettacolo di un tramonto che ci ha lasciati a bocca aperta per tutto il tempo che siamo riusciti a godercelo.

Gli animali di Roma

Gabbiani in centro

Dico sempre che Roma è una città che, nonostante il suo caos ed alcuni aspetti poco digeribili, riesce a colpire sotto (tantissimi) altri punti di vista. Il martedì e giovedì vado, da circa un mese, a seguire un corso di inglese a piazza di Spagna e, arrivandoci con i mezzi, passo sempre da Piazza Venezia: proprio qui (anzi a piazza di San Marco, per essere precisi), un giorno, ho incrociato questa coppia di gabbiani che si godeva il sole di quella calda giornata.
Non si sono minimamente scomposti nemmeno di fronte ad una “nuvola” di persone che stavano li a fotografarli.

Segui la via ed i solchi

Ciottoli e segni di carri

Via Appia Antica, Roma. Una strada dell’antica Roma che, oltre agli antichi edifici, ricorda i “tempi passati” anche attraverso il manto stradale: niente asfalto, non sampietrini, ma i grandi massi che un tempo (decisamente non recente) venivano usati per le strade. Massi segnati dal tempo, dal passaggio dei carri che li hanno consumati con le ruote, massi che resteranno nella memoria di chi viene qua anche solo per una semplice passeggiata lontano dal caos della città (caos che, qui, svanisce come per magia).